{"id":1598,"date":"2021-02-10T16:19:29","date_gmt":"2021-02-10T16:19:29","guid":{"rendered":"https:\/\/alternativamendrisio.ch\/index.php\/2021\/02\/10\/7-febbraio-1971-il-suffragio-femminie-diventa-realta-copy\/"},"modified":"2021-02-10T16:21:46","modified_gmt":"2021-02-10T16:21:46","slug":"i-risvolti-oscuri-dellolio-di-palma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/alternativamendrisio.ch\/index.php\/2021\/02\/10\/i-risvolti-oscuri-dellolio-di-palma\/","title":{"rendered":"I risvolti oscuri dell\u2019olio di palma"},"content":{"rendered":"<!--themify_builder_content-->\n<div id=\"themify_builder_content-1598\" data-postid=\"1598\" class=\"themify_builder_content themify_builder_content-1598 themify_builder tf_clear\">\n                    <div  data-css_id=\"61pu615\" data-lazy=\"1\" class=\"module_row themify_builder_row fullwidth tb_61pu615 tb_first tf_w\">\n                        <div class=\"row_inner col_align_top tb_col_count_1 tf_box tf_rel\">\n                        <div  data-lazy=\"1\" class=\"module_column tb-column col-full tb_5834617 first\">\n                    <!-- module text -->\n<div  class=\"module module-text tb_6b5x618   \" data-lazy=\"1\">\n        <div  class=\"tb_text_wrap\">\n        <p><strong>Redditizio, versatile e a basso costo: l&#8217;olio di palma \u00e8 un prodotto di cui l&#8217;industria moderna difficilmente pu\u00f2 fare a meno. A pagarne le spese, per\u00f2, \u00e8 la natura e i contadini. Per produrlo vengono dissodate intere aree di foresta pluviale. L&#8217;olio di palma rappresenta un prodotto emblematico e controverso nel quadro delle politiche di libero scambio<\/strong>.<\/p>\n<p>L\u2019olio di palma viene impiegato in numerosi alimenti come margarina, dolci o piatti pronti e si presta per la produzione di biocarburanti. Una volta trasformato chimicamente lo si trova anche in detersivi, saponi e cosmetici. L&#8217;Indonesia \u00e8 diventata nel frattempo il maggiore produttore di olio di palma e, insieme alla Malaysia, copre oltre l&#8217;80 per cento della produzione mondiale. Una crescita di cui non si intravede la fine.<\/p>\n<p>Il prossimo 7 marzo, la popolazione svizzera sar\u00e0 chiamata ad esprimersi sull&#8217;accordo di libero scambio fra l&#8217;Indonesia e i paesi dell&#8217;AELS. Un\u2019alleanza composta da oltre 50 organizzazioni (ONG, sindacati, associazioni contadine e di difesa del commercio equo e dei diritti umani) ha lanciato con successo il referendum. Perch\u00e9? Perch\u00e9 l&#8217;accordo commerciale concluso fra l&#8217;Indonesia e i paesi dell&#8217;Associazione europea di libero scambio (AELS) &#8211; di cui la Svizzera \u00e8 membro &#8211; rappresenta una minaccia sia per l&#8217;ambiente, sia per i contadini elvetici e indonesiani.\u00a0 I referendisti lanciano un messaggio molto chiaro: \u00abAnche un accordo comprensivo di condizioni sulla produzione di olio di palma non metter\u00e0 fine alla distruzione delle foreste tropicali, ai danni per la biodiversit\u00e0 e ai rischi per le popolazioni locali\u00bb.<\/p>\n<p>Il 20 dicembre 2019 il Parlamento svizzero aveva approvato l\u2019accordo di libero scambio con l\u2019Indonesia. Una scelta presa nonostante la massiccia deforestazione, anche tramite incendi, il lavoro minorile e forzato, l\u2019uso di pesticidi tossici e lo sfollamento di migliaia di piccoli agricoltori e degli indigeni siano la regola in Indonesia.<\/p>\n<p>Un\u2019ampia alleanza della societ\u00e0 civile e di contadini \u2013 avviata dal viticoltore biologico ginevrino Willy Cretegny \u2013 si \u00e8 subito schierata contro l\u2019accordo di libero scambio con l\u2019Indonesia, che ci viene venduto e sbandierato come sostenibile. \u00a0Per gli oppositori la sostenibilit\u00e0 \u00e8 in realt\u00e0 un concetto molto preciso: significa tutelare e garantire sicurezza sociale, eque condizioni di lavoro, rispetto dell\u2019ambiente (soprattutto la foresta tropicale) del suolo.<\/p>\n<p>L\u2019impatto negativo si far\u00e0 sentire anche in Svizzera. Il sindacato svizzero degli agricoltori Uniterre, tra i fautori principali del referendum, rende attenti: \u00abl\u2019olio di palma a basso costo sta gia\u0300 minacciando la nostra produzione nazionale di semi oleosi come l\u2019olio di colza e di girasole. Questo accordo di libero scambio non fara\u0300 altro che aumentare la domanda di olio di palma a basso costo a scapito di alternative sane e sostenibili prodotte localmente\u00bb.<\/p>\n<p>Il comitato referendario non usa giri di parole: \u00a0la coltivazione di olio di palma e\u0300 un disastro ecologico. Sta distruggendo vaste aree di foreste tropicali e quindi un enorme serbatoio di biodiversita\u0300. \u00abInnumerevoli specie animali e vegetali \u2013 si legge nella documentazione &#8211; sono minacciate da questa pratica. Immagini di oranghi che bruciano vivi in cio\u0300 che resta del loro habitat, circolano in tutto il mondo. Il riscaldamento globale e\u0300 ulteriormente aggravato dalla scomparsa delle foreste, che sono preziosi pozzi di assorbimento del carbonio, come conseguenza delle monocolture. L\u2019uso di fertilizzanti e pesticidi tossici e\u0300 elevato. Questi inquinano l\u2019acqua potabile, cosi\u0300 come i torrenti e i fiumi. L\u2019accordo di libero scambio accelererebbe ulteriormente questo eccessivo sfruttamento della natura\u00bb.<\/p>\n<p>Come precisa Johanna Michel, vicedirettrice del Bruno Manser Fonds, in linea di principio, naturalmente, \u00e8 possibile coltivare l\u2019olio di palma in modo sostenibile e talvolta lo si fa, per esempio in Sud America. \u00abTuttavia, al momento, si pu\u00f2 presumere che l\u2019olio di palma che proviene dalla Malesia, oppure dall\u2019Indonesia, non sia quasi certamente coltivato in modo sostenibile. Ci\u00f2 \u00e8 dovuto semplicemente alla mancanza di volont\u00e0 politica. La Malesia \u2013 osserva Michel &#8211; vuole continuare ad espandere la sua produzione di olio di palma allo stesso ritmo nei prossimi anni. Questo inevitabilmente va a spese della foresta pluviale\u00bb.<\/p>\n<p>Gli appetiti per l\u2019olio di palma sono insaziabili. I referendisti indicano infatti\u00a0 che sono gia\u0300 stati convertiti a tale scopo 17 milioni di ettari di terreno, un\u2019area quattro volte piu\u0300 grande della Svizzera. \u00abI criteri di sostenibilita\u0300 dell\u2019accordo \u2013 sottolineano &#8211; non hanno alcun effetto. Non esistono meccanismi di controllo efficaci e praticamente nessuna sanzione in caso di violazioni. Inoltre, l\u2019industria dell\u2019olio di palma e\u0300 tenuta a controllarsi da sola, visto che il controllo del rispetto dei criteri di sostenibilita\u0300 viene effettuato dall\u2019organizzazione privata RSPO (Tavola rotonda per l\u2019olio di palma sostenibile), a sua volta dominata dai produttori di olio di palma\u00bb.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 oggi \u00e8 palese \u2013 vista la voracit\u00e0 della domanda \u2013 che la produzione e la lavorazione dell\u2019olio di palma e\u0300 dominata da grandi aziende.\u00a0 Per l\u2019ampia alleanza che si oppone all\u2019accordo commerciale \u00e8 chiaro che questa richiesta mette in ginocchio le comunita\u0300 indigene e i contadini locali. Invece di praticare l\u2019autosufficienza sulla propria terra e di coltivare ortaggi e frutta per il mercato locale, la popolazione indigena deve lavorare nelle piantagioni in condizioni precarie. L\u2019appello \u00e8 dunque lanciato: \u00abL\u2019accordo di libero scambio non \u00e8 convincente. Per questo diciamo no e diciamo ai governi indonesiano e svizzero: non con noi\u00bb<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/stop-olio-di-palma.ch\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Per saperne di pi\u00f9<\/a><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Fran\u00e7oise Gehring<\/p>    <\/div>\n<\/div>\n<!-- \/module text -->        <\/div>\n                        <\/div>\n        <\/div>\n        <\/div>\n<!--\/themify_builder_content-->\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Redditizio, versatile e a basso costo: l&#8217;olio di palma \u00e8 un prodotto di cui l&#8217;industria moderna difficilmente pu\u00f2 fare a meno. A pagarne le spese, per\u00f2, \u00e8 la natura e i contadini. Per produrlo vengono dissodate intere aree di foresta pluviale. 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